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Tricogramma per capelli

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cos'è il tricogramma, costi e cure

Con il termine tricogramma si fa riferimento all’esame microscopico del capello.

Tramite questa procedura si ha modo di valutare lo stato di salute dei capelli dettagliatamente. Inoltre, si può seguire passo passo il loro ciclo vitale.

Ciclo vitale dei capelli

Prima di scoprire maggiori informazioni sul tricogramma, è bene partire dalle basi. Pertanto, bisogna innanzitutto dire che i capelli possiedono un ciclo vitale, composto generalmente da quattro fasi:

  • Fase anagen
  • Fase catagen
  • Fase telogen
  • Fase ketogen

Fase anagen

Con il termine anagen si fa riferimento alla prima fase del ciclo di vita del capello.

Essa consiste nella vera e propria formazione del bulbo follicolare e nello sviluppo della chioma. La durata di tale stadio varia a seconda del sesso della persona: infatti, negli uomini dura in media 3 anni, mentre nella donna oscilla dai 3 ai 6 anni, per questioni ormonali. 

Tuttavia, possono esserci casi rari che non rientrano in tale descrizione. Inoltre, può succedere che la fase anagen si presenti in maniera disomogenea nel cuoio capelluto, rilevandosi più breve in alcune aree. Tale fenomeno è causato dalla genetica.

Fase catagen

Quando parliamo di catagen, intendiamo la fase di riposo del capello.

Si tratta di un momento di transizione che non dura tantissimo (due settimane circa). 

Il catagen si presenta dopo l’anagen, quando terminano le mitosi della matrice, ossia le proliferazione del capello. Successivamente, il bulbo raggiunge l’infudibulo (area interposta tra ostio e colletto del follicolo) e si genera una perdita delle guaine.

Pertanto, il bulbo riesce a staccarsi da questa copertura. Grazie a tale processo, sarà in grado di risalire verso la superficie cutanea, ossia il cuoio capelluto.

Fase telogen

Il ciclo della vita di un capello si conclude con la fase telogen.

Essa dura più di due mesi e consiste nell’attività di riposo del follicolo. Ciò non significa che il capello debba cadere ma semplicemente resta attaccato nella zona interna. E allora come si torna alla fase anagen?

È semplice. Mentre il “vecchio” capello sta in questa situazione di stallo, il follicolo riprende la sua attività generando nuovi fusti. In questo modo, ci sarà l’insorgimento di nuovi capelli che spingeranno fuori quelli precedenti.

Fase ketogen

Se il Telogen viene considerato come ultimo step del ciclo di vita di un capello, in che cosa consiste la fase Ketogen?

Per Ketogen si intende quel lasso di tempo in cui il vecchio capello rimane ancorato internamente, in attesa del nuovo. 

Valori

Generalmente, su un cuoio capelluto sano, i capelli si trovano negli stadi sopracitati secondo le seguenti percentuali: 80-90% per la fase anagen, 2% in fase catogen e 15% in fase telogen.

Il tricogramma serve proprio per studiare a fondo tali valori. Nel caso in cui ci si dovesse discostare molto da tali percentuali, sarà bene approfondire la questione, poiché potrebbero esserci dei problemi di salute.

Tricogramma: regole da seguire

Il tricogramma consiste nel prelievo di 50-100 capelli dal cuoio capelluto. Ma prima di sottoporsi al test, il paziente dovrà seguire una serie di regole comportamentali.

Rispettarle è importantissimo: in caso contrario, potrebbero emergere risultati discordanti o comunque dati non veritieri.

Pertanto, nella fase che precede l’esame, si consiglia di:

Non lavare i capelli

Vietato presentarsi nello studio clinico con la chioma appena pulita ed arricchita di shampoo, balsamo, oli o creme di vario tipo. Cercate di lasciare i capelli intatti per i 3-4 giorni che precedono la seduta, in modo tale che possano essere valutati nel loro stato originale.

Non effettuare trattamenti cosmetici

Allo stesso tempo, sarà bene non sottoporre i capelli a dei trattamenti invasivi (come ad esempio tinta o permanente) almeno per le due settimane precedenti.  Evitare inoltre spray come lacche, termo protettori e shampoo secco.

No a pieghe professionali

Abbandonate la paura di dovervi presentare lì con una capigliatura non ottimale.

E’ preferibile non stressare i vostri capelli con phon, piastre liscianti, ferri e quant’altro. L’eccessiva temperatura degli strumenti potrebbe aumentare notevolmente la percentuale di capelli bruciati e sfibrati.

Tricogramma: in cosa consiste?

Come vi abbiamo accennato poco fa, per esaminare al meglio il cuoio capelluto di una persona, si va ad effettuare un prelievo di 50-100 capelli.

Tuttavia, questa tecnica può avvenire secondo diverse modalità, in quanto ogni soggetto possiede delle caratteristiche personali.

Generalmente, lo strappo avviene in maniera decisa e nella direzione di crescita dei capelli, per far sì che non venga alterata la struttura dei bulbi piliferi.

Inoltre, esistono diverse persone che soffrono di forfora e di stempiatura (in particolar modo gli uomini) e in questi casi si consiglia un prelievo nella zona della nuca.

Per chi invece dovesse disporre di iperidrosi oppure di seborrea del cuoio capelluto, si andrà ad effettuare lo strappo nelle zone laterali, vicine alle tempie.

Infine, i soggetti con alopecia, non beneficeranno dello stesso trattamento, in quanto il prelievo coinvolgerà molti meno capelli.

Cos’è l’alopecia?

Per alopecia si intende un fenomeno che causa la perdita notevole dei capelli (ma anche dei peli in generale).

La caduta, avviene solitamente a chiazze e può essere scaturita da diversi fattori, di tipo genetico (abbinato alla trisomia del cromosoma 21), immunologico, nutrizionale, psicologico o ereditario.
Ciò ci fa ben intendere che esistono diversi tipi di alopecia:

  • Non cicatriziale, che a sua volta può essere ereditaria o acquisita;
  • Cicatriziale, anch’essa nella variante ereditaria o acquisita.
L’esame di tricogramma

Attraverso il tricogramma si ha modo di analizzare nel dettaglio la chioma nella sua fase di crescita, riposo e ricrescita.

Dopo lo strappo di una piccola porzione di capelli, questi ultimi vengono messi su un vetrino ed osservati attraverso due metodi: o la luce polarizzata o il microscopio ottico. In questo modo si riesce a farsi un’idea sia sul loro fusto che sulla loro radice.

Grazie a tale processo, si riesce a comprendere qualcosa in più sulla salute dei capelli. Nel momento in cui vengono rilevate delle anomalie, si procede con ulteriori esami approfonditi, come ad esempio quello del cuoio capelluto nella sua complessità o l’anamnesi.

Cos’è l’anamnesi?

L’anamnesi è un’indagine approfondita sulla presenza di possibili condizioni morbose. Essa è strutturata in tre parti:

  • Studio generico del paziente
  • Studio dei disturbi specifici del paziente (anamnesi personale)
  • Studio dei disturbi familiari (anamnesi familiare)

L’anamnesi, detta anche storia clinica, può essere effettuata anche dagli assistenti medici, i quali hanno acquisito tutte le competenze necessarie in merito.

E’ importantissima: spesso grazie ad essa si riesce a trarre delle conclusioni legate a possibili patologie del paziente, in particolar modo cefalee, malattie psicologiche e malattie psichiche.

Risultati del tricogramma

Nel momento in cui le percentuali rilevate dovessero risultare anomale, il tricogramma è in grado di scoprire quali siano le possibili cause legate alla caduta dei capelli e classificarle in due categorie differenti: effluvio e defluvio.

Effluvio in anagen

Con il termine effluvio si fa riferimento alla consistente perdita di capelli (centinaia o addirittura migliaia) nella fase di crescita, ossia anagen.

Solitamente, questo fenomeno si presenta in seguito ad alcuni fattori scatenanti come ad esempio la chemioterapia, le radiazioni ionizzanti ma anche le malattie febbrili e la dieta aproteica.

Ogni persona, reagisce in maniera diversa.

Pertanto, c’è chi è maggiormente predisposto ad alcune patologie, come ad esempio l’alopecia areata che colpisce i follicoli piliferi del cuoio capelluto scatenando un’infiammazione cronica. Essa a sua volta genera un’improvvisa perdita di capelli.

Nota bene: l’alopecia areata non va assolutamente confusa con l’alopecia androgenetica, la quale si presenta spontaneamente in alcuni soggetti di età adulta (più o meno dopo i 60 anni).

Effluvio in telogen

L’effluvio in telogen si può presentare secondo due differenti modalità: acuto o cronico.

Acuto. Sono tanti i fattori scatenanti di questa tipologia di effluvio. Tra i più comuni abbiamo in particolar modo quelli psicologici, ad esempio periodi stressanti, disagi o delusioni affettive.

Tuttavia, anche gli stati febbrili o gli interventi chirurgici possono causare tale fenomeno.

Cronico. Esso è maggiormente frequente nelle donne e si presenta con un’abbondante caduta dei capelli. Più che psicologici, qui i fattori sono principalmente di natura fisica e a volte strettamente legati all’uso frequente di medicinali:

  • Alcuni tipi di ontraccettivi orali
  • Eparina: principio attivo anticoagulante, che genera una fluidificazione del sangue
  • Interferone: una molecola biologica prodotta dal nostro organismo in risposta ad un’infezione virale
  • Allopurinolo: sostanza adibita alla riduzione dei livelli di acido urico nell’organismo
  • Donazioni di sangue frequenti
  • Distitiroidismi: alterazioni della funzionalità tiroidea

Per porre rimedio a tale disagio, solitamente il medico prescrive dei corticosteroidi (per via orale o topica) a seconda del caso specifico.

Defluvio in anagen

Nonostante ci sia una perdita abbondante dei capelli, il defluvio in anagen non comporta effetti drammatici (come invece accade per l’effluvio).

Il defluvio in anagen è frequente nelle persone soggette ad alopecie cicatriziali, in cui le perdite progressive dei follicoli causano un diradamento.

In rari casi può trattarsi di una conseguenza a delle malattie quali sclerodermia (detta anche sclerosi sistemica), dermatosi infiammatoria cronica (nota come lichen planus), o lupus eritematoso sistemico.

Defluvio in telogen

Questa è la tipologia di caduta dei capelli più diffusa, in quanto abbraccia tantissimi fattori scatenanti. Ecco alcuni esempi:

  • Alopecia androgenetica
  • Sindrome dell’ovaio policsitico
  • Iperprolattinemia
  • Anoressia nervosa
  • Menopausa
  • Neoplasie
  • Sindrome post-partum
  • Sospensione della pillola anticoncezionale e tanto altro ancora…

In linea generale, si può dire che il defluvio in telogen viene causato in particolar modo da questioni ormonali.

Importanza del tricogramma

L’esame del tricogramma risulta essere il più attendibile in assoluto per quanto riguarda lo studio approfondito dei capelli, sia a livello strutturale che di crescita e/o caduta.

Come vi abbiamo accennato in precedenza, il tricogramma però non è in grado di effettuare diagnosi approfondite sulle patologie correlate. Per scoprire nel dettaglio quali siano le cause della caduta dei capelli, bisognerà effettuare degli esami approfonditi. 

Non è semplice riuscire ad individuare il problema, poiché esistono tantissime varianti che possono influire sul fisico di una persona. 

Tra l’altro, anche l’aspetto psicologico non va affatto sottovalutato.

Anzi, facendo delle statistiche, chi presenta una forte caduta dei capelli è principalmente soggetto a stress, ansie e preoccupazioni dettate dai ritmi frenetici della vita quotidiana.

Pertanto, prima di pensare a qualcosa di grave e di natura genetica, non bisogna affatto escludere che il disagio fisico sia semplicemente una conseguenza di alcune problematiche esterne. 

Costi del tricogramma

Fare una stima dei costi del tricogramma non è semplice, in quanto possono variare a seconda dello studio dermatologico di riferimento.

È fondamentale tenere a mente che non esiste la figura specifica del tricologo ma più che altro ci si rivolge ad un dermatologo, il quale effettua anche degli esami relativi al cuoio capelluto.

Generalmente, i prezzi di una seduta di tricogramma oscilla dai 50 ai 90 euro. Non è tanto la visita in sé per sé, quanto ciò che avverrà successivamente, ad esempio gli esami approfonditi o le cure.

Soluzioni per la caduta dei capelli

Innanzitutto, è importante che il paziente scelga un medico competente e non il primo che gli capita o perché gli sia stato consigliato da un amico o da un parente.

Ci sono le testimonianze di alcune persone che pur di risparmiare qualcosa, si sono rivolte a dei dermatologi non esperti nel settore, i quali hanno minimizzato i danni o effettuato una diagnosi precoce senza valutare la situazione in maniera approfondita.

Una volta che l’esperto saprà farvi un quadro clinico, si potrà procedere con le cure, che variano a seconda del caso specifico.

Cure più frequenti

Per chi soffre di caduta dei capelli come conseguenza a stress psicologico, solitamente procede con l’acquisto di alcuni prodotti adibiti al rafforzamento dei bulbi piliferi.

Le fiale sono le più gettonate in commercio: i loro prezzi variano a seconda del trattamento. Esse vanno applicate in maniera costante, effettuando un massaggio delicato sul cuoio capelluto. 

Tuttavia, sarà proprio il dermatologo a consigliarvi cosa acquistare.

Mai scegliere di sottoporsi a dei trattamenti fai da te invasivi, i quali potrebbero soltanto peggiorare la situazione.

Casi di calvizie o alopecia

Infine, chi è soggetto a calvizie o alopecia, non può certamente applicare gli stessi prodotti, anzi. In questi casi, è veramente difficile (se non impossibile) raggiungere una cura definitiva ma si procederà con alcuni trattamenti specifici.

Al momento non è ancora stato studiato un prodotto farmaceutico che possa porre fine a tali patologie ma come ben sappiamo la scienza è in continua evoluzione e tra qualche anno potremmo aspettarci di tutto.

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