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Acido fluoridrico cos’è e come si usa

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utilizzo ed effetti collaterali dell'acido fluoridrico

Con il termine acido fluoridrico si fa riferimento a un acido minerale: noto come HF nella tavola periodica, la sua denominazione chimica è IUPAC, ossia fluoruro di idrogeno.

Come si ottiene

L’acido fluoridrico si ottiene scatenando un azione dell’acido solforico su una serie di fluoruri minerali, come ad esempio il fluoruro di calcio oppure criolite, fluorapatite e fluorite.

Il tutto viene effettuato ad una temperatura che oscilla sui 23- 250 °C, con un eccesso di acido solforico in modo tale che venga spronata al meglio la reazione verso i prodotti.

Attraverso la pressione atmosferica, tenderà a liquefarsi parzialmente in una soluzione acquosa, senza condurre corrente elettrica. Questo perché l’acido fluoridrico è uno degli idracidi degli alogeni più deboli.

In alternativa, si può effettuare una combinazione diretta di idrogeno e fluoro a temperatura ambiente.a

Come si applica

A livello commerciale, è possibile trovare l’acido fluoridrico nei negozi di agraria o in alcuni negozi online, solo ed esclusivamente in recipienti di plastica, vista la sua reazione corrosiva con il vetro.

Nei supermercati invece, viene venduto in versione mista e dunque non pura, poiché potrebbe risultare pericoloso. Infatti viene consigliato solo ed esclusivamente a gente esperta del settore: non può essere utilizzato invece come prodotto sgrassante a livello hobbistico.

Inoltre, si può acquistare anche nella forma gassosa (fluoridrico anidro), solubile in acqua e incolore.U

Nell’Ottocento, l’acido fluoridrico veniva principalmente usato per l’incisione del vetro e la produzione di altre sostanze, come ad esempio il fluoruro di sodio e il bifluoruro di sodio.

Successivamente, a seguito della seconda guerra mondiale, venne impiegato anche nel campo dell’industria nucleare, in forma anidra (gas).

Esso, viene generalmente impiegato per:

  • Lucidare il vetro
  • Produrre l’alluminio
  • Disinfettare e conservare il legno (attraverso la fabbricazione di idrocarburi fluorurati, di fluoruro di sodio, potassio e zinco)
  • Lavorare l’uranio tramite l’alchilazione del petrolio
  • Decapare l’acciaio
  • Produrre fluoro carburi (utilizzati spesso nei refrigeranti e negli spray aerosol

Inoltre:

  • Rimuovere le tracce di ossidi dalle superfici di metallo
  • Purificare il niobio e il tantalio
  • Catalizzare per la reazione di alchilazione (utile per la produzione di benzina)
  • Produrre lampadine smerigliate
  • Marcare manufatti in vetro
  • Agente di fluorurazione per la produzione di farmaci e tanto altro ancora…

Rischi e danni al tratto respiratorio

L’acido fluoridrico, nella sua forma pura ha una funzione altamente corrosiva. Ciò vuol dire che può rappresentare un vero e proprio rischio per la salute delle persone. Vediamo alcuni esempi.Danni al tratto respiratorio

Come vi abbiamo accennato in precedenza, l’acido fluoridrico viene principalmente utilizzato come gas. Utilizzandolo nell’aria, può portare a seri problemi che riguardano il tratto respiratorio. Inalandolo si rischia di generare infiammazioni nella zona laringo faringea che a loro volta potrebbero causare delle malattie respiratorie.

Asma , Alterazioni e avvelenamento

E’ stato scientificamente provato che un’eccessiva esposizione al fluoruro di idrogeno (attraverso inalazione, ingestione e contatto diretto) aumenta il rischio di asma e danni ai polmoni, inducendo la persona ad una serie di sintomi respiratori, quali tosse, mancanza di respiro, respiro affannoso e oppressione toracica.

Alterazioni scheletriche

La tossicità dell’acido fluoridrico, intacca il nostro corpo a livello cronico, tanto da alterare i valori del calcio e del magnesio e distruggere il tessuto osseo. Di conseguenza, l’apparato scheletrico subisce delle alterazioni che a lungo andare potrebbero causare delle gravi malattie.

Avvelenamento

Si può dire quindi che l’inalazione del fluoruro di idrogeno sia la causa a numerosi problemi fisici (sia quelli sopra citati ma anche gravi ustioni, danni ai reni, allo stomaco e all’intestino).

Ma se ci si dovesse trovare dinanzi ad un’assunzione diretta con l’ingestione della forma acquosa, il rischio di avvelenamento risulterà altissimo. Questo perché andrà a danneggiare i tessuti nervosi, essenziali per la vita dell’essere umano.

I casi peggiori riguardano gli avvelenamenti in ritardo (quelli che si verificano dopo più di 10 ore) sia dall’inalazione che dall’ingestione, poiché non si avrà modo di porre rimedio.

Ci sono diverse testimonianze in merito, come ad esempio quella del 1997, in cui una signora aveva utilizzato dell’acido fluoridrico come detergente e inalato grandi quantità.

Lì per lì non si erano verificati grandi problemi.

I sintomi si sono sviluppati lentamente nel corso del tempo, tramite tosse e difficoltà respiratoria. Pertanto, decise di sottoporsi ad una radiografia del torace e i risultati furono sconvolgenti: veniva indicato un infiltrato polmonare ed ipossiemia, portandola ad un’urgente ossigenoterapia. Ma non fu sufficiente, perché la polmonite aveva raggiunto il massimo della gravità.

Precauzioni

Nella scheda di sicurezza conforme al Regolamento CE, sono presenti una serie di norme precauzionali legate all’utilizzo dell’acido fluoridrico. Tuttavia, per una manipolazione sicura:

  • Il prodotto deve essere manipolato in accordo alle buone prassi di sicurezza e di igiene industriale
  • Soltanto il personale con esperienza e opportunamente addestrato può manipolare i gas sotto pressione
  • Prendere in considerazione le valvole di sicurezza nelle installazioni per gas
  • Assicurarsi che l’intero sistema di distribuzione del gas sia stato (o sia regolarmente) verificato contro le fughe prima dell’uso
  • Non fumare mentre si manipola il prodotto

Inoltre:

  • Evitare l’esposizione, procurarsi speciali istruzioni prima dell’uso
  • Utilizzare solo apparecchiature specifiche, adatte per il prodotto, la pressione e la temperatura di impiego. In caso di dubbi contattare il fornitore del gas
  • Bonificare l’apparecchiatura con gas inerte secco (per es. elio o azoto) prima che il gas venga introdotto e quando l’apparecchiatura è posta fuori servizio
  • Evitare il risucchio di acqua, acidi ed alcali
  • Non respirare il gas
  • Evitare il rilascio del prodotto in atmosfera
Acido fluoridrico origini

L’esistenza dell’acido fluoridrico ha origini dal XVIII secolo e più precisamente nel 1771 quando il chimico svedese Scheele, dimostrò una correlazione tra il vetro e i gas generati dalla soluzione composta da due elementi: fluorite e acido solforico.

Successivamente, nel 1780, due ricercatori utilizzarono un’apparecchiatura di metallo per sintetizzare una soluzione di acido fluoridrico, dalla consistenza acquosa.

Grazie a questa realizzazione, i fisici e i chimici dell’800 sono riusciti a compiere passi da gigante. Ad esempio Gay Lussac e Thenard nel 1808 riuscirono a produrre l’acido fluoridrico gassoso puro e soli due anni dopo Ampère scoprì la formula ufficiale dell’acido fluoridrico.

Tuttavia, si può dire che il processo di estrazione di acido fluoridrico sia rimasto invariato nel corso del tempo. Certamente le tecniche hanno subito notevoli miglioramenti. La teoria però, si rifà ai modelli ottocenteschi.



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