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Gastrectomia per dimagrire : ecco come funziona

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Tutto quello che c'è da sapere sulla gastrectomia

La gastrectomia è un tipo di intervento chirurgico mirato alla rimozione parziale o totale dello stomaco. Vi sembrerà assurdo ma vivere “senza” stomaco è possibile, grazie ad un ripristino del tubo digerente: è una procedura molto delicata ma che va incontro a tutti coloro che sono affetti da malattie incurabili.

Potrebbe essere necessario operarsi nel caso in cui sono presenti anche emorragie, tumori benigni, infiammazioni, ulcere gravi, problemi legati all’obesità, perforazioni o sviluppi anomali di cisti.

Parziale, totale e a manica

Tuttavia, esistono tre tipi di gastrectomia:   

Gastrectomia parziale (durante la procedura di gastrectomia parziale, viene rimossa la parte inferiore dello stomaco. Pertanto, il chirurgo dovrà collegare la rimanenza superiore con l’intestino tenue).

Gastrectomia totale (viene asportato completamente lo stomaco, implicando l’unione dell’esofago con il piccolo intestino).

Gastrectomia a manica (differisce dalle due modalità precedenti, in quanto viene rimossa la parte sinistra dello stomaco e si vanno a “ricucire” le rimanenze).

Cosa fare prima dell’intervento

Nella fase che precede l’intervento vero e proprio di gastrectomia, il paziente dovrà sottoporsi ad alcuni test ed esami del sangue in modo tale che risulti idoneo e privo di altre problematiche che potrebbero interferire e causare effetti collaterali. Tuttavia, è bene informare il dottore di tutte le proprie abitudini (in particolar modo l’alimentazione che si segue), se si è diabetici o (nel caso femminile) incinte.

Il giorno dell’operazione, sarà importante presentarsi a digiuno. Inoltre, bisogna interrompere l’assunzione di farmaci (salvo casi eccezionali prescritti dal medico) in particolar modo l’aspirina (per evitare possibili emorragie), non fumare e non bere alcol.  Il medico ordinerà esami del sangue e test di imaging prima dell’intervento. Ciò garantirà che tu sia abbastanza sano per la procedura. Avrai anche un completo fisico e una revisione della tua storia medica.

Pazienti non idonei

Si può quindi dedurre che la gastrectomia non sia affatto un intervento alla portata di tutti. Oltre alle questioni diabete e gravidanza va messo in conto l’aspetto psicologico, che non deve essere affatto sottovalutato.

Di conseguenza, non possono prendere parte a tale procedura:

  • Tutti coloro che non hanno raggiunto la consapevolezza di ciò che sta per accadere
  • Chi non mostra la giusta motivazione e determinazione
  • Il paziente che non concretizza i possibili rischi legati al momento dell’operazione ma anche alle controindicazioni successive
  • Le personalità ribelli: il periodo di convalescenza richiederà un particolare regime comportamentale (ve ne parleremo successivamente) che richiede tantissima pazienza
  • Coloro che presentano debolezze in riferimento al cibo, andando ad infrangere la dieta specifica da seguire (da includere in questa categoria anche chi ha sofferto di bulimia, anoressia e altri disturbi alimentari)
  • Seri problemi cardiaci o respiratori
  • Pazienti che non rientrano nella seguente fascia d’età (18-65 anni)
  • Incapaci di intendere e di volere
  • Chi presenta alcune particolari disabilità

E’ bene ricordare che si tratta di un intervento irreversibile. Pertanto non si potrà cambiare più idea e tornare indietro in un secondo momento.

Come si svolge la gastrectomia

Prima di procedere, l’individuo verrà sottoposto ad anestesia totale: ciò significa che sarà completamente addormentato e non proverà alcun dolore. Si risveglierà al termine dell’intervento e necessiterà di un giorno di riposo all’interno dell’ospedale.

A questo punto, il chirurgo potrà procedere in due modi, attraverso la gastrectomia tradizionale o la gastrectomia laparoscopica.

Tradizionale. Denominata anche “a cielo aperto” consiste in un’incisione di diversi cm nell’area addominale: con questa tecnica, si andrà a togliere lo stomaco (interamente o parzialmente). E’ un metodo preciso (perché rimuove per bene tutti gli organi e i tessuti malati) ma invasivo e di conseguenza, richiede dei tempi più lunghi di convalescenza.
Laparoscopica. Consiste in tre piccolissime incisioni che porteranno all’inserimento di strumenti specializzati che a loro volta riusciranno ad estrarre lo stomaco. A differenza della tradizionale, non è affatto invasiva e garantisce una guarigione più repentina.


Gastrectomia complicanze

Quando ci si affida a una persona competente, è davvero impossibile che si verifichino delle complicanze. Però, non si può di certo affermare che la gastrectomia sia un intervento di poco conto: dunque, bisogna tenere a mente che in rari casi possano presentarsi le seguenti problematiche: nausea, vomito, reflusso acido, cattiva digestione, acido dello stomaco, blocco dell’intestino tenue, carenza vitaminica, polmonite e difficoltà nella respirazione e perdita di peso.

Ma non è tutto. Nelle situazioni peggiori si parla di: emorragie interne, infezioni delle cicatrici, ematemesi (ossia vomito accompagnato da sangue), danni ad altre parti del corpo, spostamento interno dello stomaco, infezione al petto, occlusione intestinale, apertura della cucitura dello stomaco o dell’intestino (chiamate rispettivamente fistola gastrica e fistola intestinale) e tromboembolia venosa, la quale potrebbe causare un’embolia polmonare e dunque la morte subito dopo l’operazione.

Se ci si dovesse ritrovare dinanzi a una di queste complicanze, bisogna consultare immediatamente il proprio medico, il quale potrebbe decidere di sottoporvi a un secondo intervento riparatore o ad ulteriori esami clinici, in modo tale da comprendere al meglio quale sarà la giusta cura.


Gastrectomia post operazione

Nel momento in cui avviene l’effettiva estrazione dello stomaco malato, il chirurgo provvede alla chiusura delle incisioni con dei punti di sutura. Inoltre, tutta l’area interessata verrà bendata per bene.
Dopodiché, il paziente sarà svegliato dall’anestesia e portato in un’altra stanza, per far sì che possa riprendersi totalmente e in perfetta sicurezza. Di solito, a seguito dell’anestesia totale, è sufficiente restare un solo giorno in ospedale ma nel caso della gastrectomia, è prevista la permanenza di almeno una settimana.

Nel primo periodo di convalescenza, il paziente avrà un tubo che collegherà il naso allo stomaco, per consentirgli la corretta respirazione e per non percepire nausea. Tra l’altro, in questo lasso di tempo, non potrà mangiare e bere come prima: sarà alimentato da un tubo.
Trascorso il tempo necessario, sarà possibile tornare nella propria abitazione.

Regole da seguire

Pur essendo terminato il soggiorno ospedaliero, chi si sottopone a un’operazione di gastrectomia, dovrà sottostare a una serie di regole comportamentali che bisognerà rispettare assolutamente, almeno per il primo mese. Ecco le più importanti in termini generici:

  • Non fumare e non bere alcolici, i quali potrebbero seriamente compromettere il ripristino delle condizioni di salute
  • Non assumere farmaci che non rientrano in quelli prescritti dal medico
  • Dormire in posizione supina, per evitare che durante la notte si verifichino problemi di respirazione, digestione o legate al bendaggio delle cicatrici
  • Non fare sforzi fisici e non effettuare alcun tipo di sport
  • Mettere in stand-by il lavoro, prendendosi un periodo di malattia

Nello specifico, per quanto riguarda l’alimentazione:

  • Abolire le abbuffate e fare piccoli pasti durante la giornata
  • Consumare alimenti ricchi di ferro e calcio
  • Prendere integratori di vitamine C e D
  • Evitare cibi ricchi di fibre

Pian piano, il “nuovo” stomaco sarà in grado di assumere più tipologie di alimenti ma sempre con una certa cautela. Inoltre, una volta ripresa quasi totalmente la vecchia routine, bisognerà sottoporsi a dei controlli regolari (ad esempio esami del sangue), per assicurarsi che non ci siano carenze di vitamine o altri elementi nutrizionali essenziali per il corretto funzionamento dell’organismo.

Probabilità di successo

Grazie agli studi approfonditi e alle nuove tecniche chirurgiche, l’operazione di gastrectomia si può reputare abbastanza sicura ma bisogna mettere in conto il fatto che non si sa di base quanto il paziente sia sano. Pertanto, la probabilità di successo non si può certamente definire pari al 100%. Stando a delle statistiche, si è arrivati alle seguenti conclusioni:

La riduzione di assorbimenti intestinali di grassi e amidi (detta comunemente diversione biliopancreatica) insieme ad altri interventi malassorbitivi, risultano avere un’efficacia pari al 70%, mentre la percentuale del bendaggio gastrico (sempre in termini di successo) è pari al 60%.

Gastrectomia, anello gastrico e bypass gastrico

Molti di voi avranno sentito parlare di anello gastrico e bypass gastrico. E’ importante tenere a mente che queste due procedure non c’entrano nulla con la gastrectomia, poiché sono due operazioni che fungono da alternativa:

L’anello gastrico, noto anche come bendaggio gastrico o gastroplastica consiste nell’installazione di un anello (che si può regolare attraverso un piccolo catetere sottocute) nella parte superiore dello stomaco. Grazie ad esso, si darà origine a un sacco dalle piccole dimensioni che consentirà al paziente di raggiungere rapidamente il senso di sazietà (questo perché non ha per l’appunto una grande capienza e il cibo che può contenere è davvero limitato). Chi si sottopone a tale procedura, dovrà modificare completamente le proprie abitudini alimentari, oltre al fatto che non potrà mangiare velocemente.

Il bypass gastrico invece, è molto più complesso della gastrectomia, perché parte dello stomaco viene separata e trasformata in una piccola sacca, che sarà collegata all’intestino. Qui, la probabilità di successo è pari al 70%.

Dunque la gastrectomia, rispetto all’anello gastrico e al bypass è più sicura perché non influisce sull’assorbimento dei cibi e dei nutrienti.

Costi della gastrectomia

Non si può definire con esattezza un prezziario legato a questa tipologia di intervento, poiché ogni clinica si orienta in maniera differente. Tra l’altro, i costi possono variare a seconda di vari fattori o del caso specifico in questione.

Tuttavia, è possibile affermare che in media un’operazione di gastrectomia oscilla dai 6.000 ai 10.000 euro. La tariffa però, non deve minimamente influire sulla scelta, perché non sempre i più economici garantiscono efficacia e competenza (e viceversa). Prima di sottoporsi a tale procedura, è necessario effettuare delle ricerche accurate. Non è proprio il caso di mettere a rischio la propria salute solo per risparmiare qualche migliaia di euro.

Italia vs estero

In tutto il mondo sono presenti cliniche adibite all’intervento di gastrectomia. E’ vero che esistono tantissimi chirurghi competenti però, nulla togliere a loro, solitamente si consiglia di rivolgersi alle sedi italiane e di lasciar perdere il cosiddetto “turismo medico”. Il motivo? In Italia la sanità è completamente differente da quella estera: nel caso in cui dovessero presentarsi delle complicanze durante o dopo l’operazione, si è completamente coperti anche a livello assicurativo. Cosa che non accade in altri paesi, correndo così il duplice rischio di truffa e danni che risulteranno poi essere irreversibili. Sul web comunque, si possono trovare tantissime informazioni in meritoIn sintesi

Ricapitolando, la gastrectomia è una procedura adibita all’asportazione parziale o totale dello stomaco. E’ adatta a chi soffre di obesità o ha scoperto la presenza di alcune patologie incurabili. Essa può essere effettuata secondo tre tecniche: parziale, totale e a manica. Non è un intervento adatto a tutti, poiché bisogna possedere una serie di requisiti sia fisici che psicologici: ad esempio l’instabilità mentale e l’incapacità di intendere e di volere ne comportano l’esclusione.

Inoltre, prima dell’intervento il paziente dovrà effettuare una serie di esami clinici e una volta risultato idoneo, gli sarà chiesto di presentarsi in clinica a digiuno e si sottoporsi ad anestesia totale (per far sì che non accusi alcun dolore). Durante l’intervento, vengono praticate alcune incisioni che variano a seconda del metodo selezionato.
Al termine, si porranno dei punti, delle bende e un tubo che consentirà all’individuo di respirare correttamente.

Al risveglio

Verrà poi portato in un’altra stanza per riprendersi dall’anestesia e durante la convalescenza (che avrà una durata media di due settimane) sarà costretto a seguire una serie di regole comportamentali, legate sia all’alimentazione e all’interruzione di attività fisica. Ma non solo: non potrà bere alcolici, fumare o assumere medicinali (tranne quelli prescritti dal medico). E’ importante sottostare a ciò, se si vuol ridurre il periodo di guarigione.Ultime considerazioni

La gastrectomia è un’operazione chirurgica abbastanza delicata ma gran parte del lavoro lo svolge il paziente stesso. Assumendo un atteggiamento corretto, potrà ridurre tutti i rischi e le complicanze annesse (quali apertura delle cuciture, infezioni o carenze vitaminiche). Così come la scelta su chi affidarsi. Mettere la propria vita in mano ad altre persone non è come fare una passeggiata. Perciò, si richiede un’attenta analisi della situazione: magari si possono consultare più cliniche contemporaneamente, chiedendo loro un preventivo per scoprire sia i costi che i servizi inclusi.

La fase post intervento è importante quasi quanto quella dell’intervento. E’ bene dunque optare per chi garantisce la giusta assistenza (che dovrà essere costante nel corso del tempo) e la dovuta sicurezza, in modo da affrontare il tutto con tranquillità. Informarsi è essenziale: la gastrectomia rappresenta una specie di rinascita, l’inizio di un percorso che vi cambierà per sempre. Fisicamente e mentalmente.

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