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Protesi al seno: ecco le diverse tipologie consigliate

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L’intervento di protesi al seno prende il nome di mastoplastica additiva, un’operazione che prevede l’inserimento di protesi di diverso tipo all’interno del seno, per aumentarne il volume, migliorare la forma e trattare altri tipi di inestetismi.

Ci sono diversi motivi per i quali una donna decide di sottoporsi a questo tipo di intervento; il desiderio di un seno più grande, migliore dal punto di vista della forma.

Tra i dubbi maggiori che sorgono in questi casi ci sono quelli relativi al risultato che verrà fuori; chi è poi che procede alla scelta delle protesi? Solamente il chirurgo oppure il medico di comune accordo con la paziente?

Ci sono poi diversi tipi di materie con cui sono fatte, bisogna accertarsi che non siano pericolose per la salute generale del paziente, per questo è importnte fare riferimento sempre e solo a centri riconosciuti e a personale specializzato.

Ci sono infatti diversi tipi di protesi mammarie che sono a disposiazione di chi intende fare questo passo.

Ad oggi ci sono principalmente quattro tipologie di protesi, che si differenziano per i materiali di cui sono composte.

Protesi con soluzione salina

Rappresentano un’alternativa, che consiste nel riempimento delle protesi mammarie con una soluzione salina; uno degli inconvenienti di questo tipo di protesi è che si possono sgonfiare dopo poco tempo a seguito dell’intervento.

Oppure inizialmente può sembrare che sia tutto a posto, per poi notare uno sgonfiamento delle protesi lentamente nel corso dei mesi successivi all’intervento.

Quando si innesca il processo di sgonfiamento, si vede una diminuzione del volumen dell seno, con un cambiamento anche della forma.

Ci sono diverse cause che possono portare a questo tipo di problema, come dei traumi relativi alla contrattura della capsula che contiene la soluzione salina, oppure l’eccessiva manipolazione fisica.

Nel caso in cui si verifichi questo problema, si deve ricorrere a un altro intervento che prevede la rimozione delle vecchie protesi, con l’inserimento di nuove protesi.

La protesi salina dunque non è quelle maggiormente consiglliata dai medici, anche perchè i risultati estetici non sono molto soddisfacenti per il paziente.

Protesi con gel al silicone

Questa tipologia di protesi è tra le più diffuse nell’ambiente del trattamento estetivo del seno; qui troviamo un contenitore fatto di silicone, che viene riempito con un gel di silicone; nel riempimento viene considerato il risultato di maggiore o minore rigidità della protesi.

Le protesi di silicone infatti possono essere molto morbide o molto dure, a seconda della tipologia di gel e della quantità di gel che viene inserita all’interno dell’involucro in silicone.

Questo tipo di protesi viene utilizzata per la maggior parte degli interventi; il risultato estetico è molto soddisfacente e rispetto alla protesi in soluzione salina, il richio di rigetto o di altri problemii post operatori è molto ridotto.

Protesi a laccio

La protesi a laccio non è la più diffusa attualmente; in questo caso si prevede l’utilizzo del polipropilene, che rappresenta il materiale principale della protesi.

Una particolarità di queste protesi è che consentono al seno di proseguire la sua crescita, anche dopo l’operazione; le pazienti che vogliono raggiungere una maggiore grandezza del seno generalmente scelgono questa tipologia di protesi.

Protesi di tessuto

Le protesi a base di tessuto ad oggi sono in una fase di progresso, perchè rappresentano una soluzione più complessa, rispetto al concetto classico di protesi.

In questo caso infatti viene programmata un’estrazione di cellule del tessuto del paziente, che vengono poi mescolate con un altro tipo di materiale di cui è fatta la protesi, per arrivare a creare una protesi a base di tessuto semiorganico.

Uno dei vantaggi di questo tipo di intervento è che rispetto agli altri descritti fino ad ora, non ha nessun rischio di problemi post operatori.

La dimensione del seno di mantiene in modo permanente e non si rischiano rotture o sgonfiamenti di alcun genere.

Infatti le protesi al silicone o con soluzione salina, si possono ridurre quasi della metà nel corso degli anni successivi all’operazione.

Diverse forme di protesi mammarie

Per quanto riguarda la forma delle protesi, abbiamo due tipi di forme diverse, quelle rotonde e quelle anatomiche.

Quelle con forma rotonda sono le più diffuse e meno complicate; la parte frontale è uguale a quella posteriore e nella fase del posizionamento durante l’intervento non si hanno grosse difficoltà.

Per quanto riguarda le protesi di forma rotonda poi ce ne sono di diverse categorie, che il paziente individua, successivamente a un colloquio con il medico.

Riguardano la forma e il contenuto che meglio si adattano all’idea di protesi che il paziente ha e al risultato che vuole ottenere dopo l’intervento.

Dopo l’operazione non ci sono troppi problemi; se si verifica uno spostamento delle protesi, si possono riposizionare autonomamente, senza che venga richiesto un intervento dedicato.

Protesi anatomiche e a goccia

In questo caso troviamo una parte frontale e una posteriore; in più abbiamo una suddivisione tra parte alta e parte bassa.

Anche qui durante l’intervento, non ci sono particolari problemi relativi all’inserimento delle protesi; l’innesto è abbastanza agevole e consente un decorso post operatorio non traumatico.

Molte donne sono convinte che le protesi a goccia possano fornire un risultato più naturale rispetto a quelle rotonde; non è sempre vero, perchè le protesi a goccia non si adattanno molto facilmente ai diversi tipi di seno, al contrario di quelle rotonde che trovano maggiore versatilità in questo senso, specialmente se si arriva a un buon grado di densità e durezza.

Se intendete procedere con un’operazione di mastolastica additiva, vi consigliamo di scegliere un chirurgo riconosciuto; se necessario potete rivolgervi a più medici, per ascoltare i diversi pareri in merito.

È vero che la paziente può dire la sua, ma la scelta della protesi più adatta e della misura giusta dovrebbe spettare sempre al medico.

Indispensabile in questo caso il rapporto di fiducia tra medico e paziente, che è alla base della scelta giusta delle protesi.

Anche la posizione giusta da dare alla protesi viene concordata con il medico; si valuta se si a meglio una protesi sotto ghiandolare oppure sotto muscolo, insieme alla scelta della tecnica migliore da utilizzare.

L’obiettivo resta sempre raggiungere il risultato migliore, senza traumatizzare troppo la paziente e andando incontro alle sue esigenze.

Una volta scelta la tipologia migliore di protesi che fa al caso suo si può procedere con l’intervento, che al giorno d’oggi non è mai troppo complicato e consente dei tempi di recupero abbastanza veloci.

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