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Dieta per chi soffre di tiroide

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Le ultime stime dicono che ci sono almeno sei milioni di italiani, in gran parte donne, sofferenti per problemi alla tiroide. Un disturbo che si manifesta con sintomi come stanchezza eccessiva, battito accelerato, sovrappeso, irregolarità del ciclo mestruale, stipsi, tutti dipendenti dal cattivo funzionamento di questa ghiandola posizionata nel collo. In particolare si può trattare di ipotiroidismo, cioé quando la tiroide non funziona a dovere, in maniera rallentata. Nel caso contrario invece si parla di ipertiroidismo, ma per risolvere entrambi i problemi oltre alla cura prescritta dallo specialista torna utile anche la dieta.

Alimenti che si possono mangiare tiroidismo

Bisogna infatti stimolare un corretto funzionamento del sistema endocrino e quindi seguire una corretta dieta per chi soffre di tiroide aiutando così l’intestino. Tra gli alimenti da mettere assolutamente a tavola ci sono le uova e le carni biologiche, a cominciare da quelle bianche come
pollo, manzo, tacchino ma anche agnello e maiale, i cereali senza glutine quali il riso, il miglio e il sorgo, il grano saraceno e la quinoa, i tuberi e le radici tuberose come ad esempio le patate dolci, la
barbabietola rossa e il sedano rapa oltre agli affettati che non contengono lattosio e proteine del latte, nitrati e nitriti.
Molto consigliato nella dieta per la tiroide è anche il pesce, sia fresco che surgelato, a patto che sia ricco di Omega 3. Quindi largo spazio a tutto il pesce azzurro del quale l’Italia è ricchissima e quindi se ne conosce bene anche le provenienza, ma anche ai molluschi e alle alghe, sempre non più di due volte alla settimana. E per insaporire sia il pesce che la carne non c’è nessuna controindicazione all’uso delle più comuni spezie cominciando da menta, rosmarino, origano, timo e salvia.
Fondamentale è anche l’apporto di frutta e verdura, da scegliere tra quelli di stagione. I più indicati, a seconda del periodo, sono spinaci, finocchi, lattuga, cavoli e asparagi rigorosamente cotti. E tra i frutti vanno bene banane, fragole, albicocche e nespole, pere, pesche, kiwi, pompelmi, mirtilli. Sempre preferibile scegliere alimenti che arrivano da coltivazioni biologiche, da produttori di cui ci si può fidare ma nel caso non sia così va benissimo passare tutta la frutta e la verdura sotto un getto d’acqua passandoli con il bicarbonato di sodio.
Esistono poi cibi ad hoc che stimolano l’attività della tiroide in maniera naturale. Come il sale iodato che a differenza di quello marino è molto più ricco di iodio che è componente essenziale per il corretto funzionamento della tiroide. E ancora il salmone, perché contiene acidi grassi essenziali e selenio che stimolano il sistema endocrino, le vongole che sono ricche di iodio, le trote che apportano zinco, ferro e selenio utili per la produzione degli ormoni della tiroide. Bene anche la carne di manzo perché contiene in buona quantità, e il kefir che contiene molti batteri buoni per la salute dell’intestino.
Più in generale sono da preferire gli alimenti ricchi di vitamina A (carote, cachi, uova, vongole, indivia, spinaci), e di Vitamina B (sardine, acciughe, fegato di vitello e pollo, sgombri, cozze, salmone, baccalà), ma anche arance uva, melograno e fichi.

Tiroide, alimenti da eliminare

La dieta per chi problemi di tiroide normalmente va seguita per almeno quattro settimane, salvo indicazione contraria o diversa da parte del medico curante, e durante questo periodo vanno al tempo stesso evitati accuratamente altri alimenti che invece provocherebbero l’effetto contrario rendendo inutile il regime alimentare seguito.
Partiamo da quelli che contengono una grande quantità di glutine, destinato solo ad affaticare la digestione. Sono i prodotti a base di segale, frumento, farro,orzo, kamut, altri tipi di farine dalle quali si ricavano derivati come pane, pasta, pizza e focaccia, crackers, biscotti. Sia i panifici artigianali che la Grande Distribuzione sono comunque obbligati a indicarne la presenza quando mettono in vendita i prodotti.
Da eliminare, almeno in questo periodo, anche il latte animale e tutto quello che ne deriva a cominciare da formaggi (anche magri) yogurt, burro, gelati e dolci per i quali vale lo stesso discorso fatto sopra, cioé con la presenza di latte animale negli ingredienti.
Tra gli alimenti non da cancellare ma da ridurre al massimo a due pasti alla settimana ci sono invece tutti quei vegetali che appartengono alla famiglia delle solanacee come le melanzane, i pomodori, i peperoni e il peperoncino fresco perché contengono sostanze che potenzialmente alterano l’equilibrio della flora batterica intestinale e soprattutto, come hanno dimostrato recenti studi di settore sono anche responsabili dei problemi alla tiroide. Infine non vanno considerati, almeno in questo periodo, i legumi perché possono irritare l’intestino.

Dieta ideale per quattro tipi di malati

Ma allora come ci si deve comportare a tavola in caso di dieta per sofferenza alla tiroide? La nutrizionista ed endocrinologa Serena Missori, una delle più seguite nel settore, ha illustrato nel volume ‘La dieta della tiroide’ (scritto insieme al ricercatore Alessandro Gelli), cosa fare per avere una tiroide sempre a posto.
La dottoressa ha suddiviso i pazienti in quattro categorie, a seconda del tipo di viso. In primis c’è il biotipo cerebrale, quello che contraddistingue chi ha la forma del viso triangolare, con le tempie ampie e le ossa sottili, è caratterizzato da pelle secca e disidratata, iperattività, con i muscoli sempre tesi e rigidi che porta al rischio di colite nervosa, gastrite e cefalea tensiva. Questi pazienti a colazione devono consumare pancake con farina di quinoa, uova e olio extravergine d’oliva, nell‘intervallo mattutino una banana e tre noci, a pranzo salmone al forno con broccoletti saltati in padella con aglio, olio extravergine, pane di grano saraceno. Al pomeriggio una galletta di mais con crema di mandorle e latte di mandorle e a cena insalata con petto di pollo a dadini e grano saraceno, verdure crude e olio extravergine d’oliva
Invece il biotipo bilioso ha il viso ovale, il collo magro e hanno una pelle tonica e ben idratata.
A colazione yogurt di riso, fiocchi di riso e cioccolato extra fondente, nell’intervallo tre mandorle e una mela, a pranzo rota e fagiolini con olio extravergine e pane di grano saraceno, a merenda anacardi, uovo sodo e pompelmo e per cena petto di pollo con lattuga, crema di sedano rapa e carote, olio extravergine d’oliva, pane di grano saraceno.
Il biotipo sanguigno ha il viso quadrato, con ossatura robusta, carattere mite e tende ad accumulare grasso nella zona della pancia. Il menù prevede a colazione salmone affumicato, mezzo avocado, una mela rossa, in mattinata una galletta di riso, smoothie di cetriolo e crema di mandorle, a pranzo verdure miste crude, yogurt vegetale e nocciole, per merenda galletta di mais con finocchi e guacamole e per cena un uovo, patata dolce, cicoria, olio extravergine d’oliva, peperoncino.
Infine il biotipo linfatico ha il viso a trapezio, mandibola pronunciata, collo largo, soffre di ritenzione, con tessuto adiposo molle e vittima di pigrizia. A colazione pomodorini con olio extravergine d’oliva, yogurt vegetale non di soia, fiocchi d’avena, a metà mattinata finocchi e carote, per pranzo un uovo, insalata mista, olio extravergine d’oliva, nel pomeriggio sedano, cetriolo e guacamole, a cena petto di tacchino, spinaci, olio extravergine d’oliva.

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