Home Alimentazione e Sport Stress: Reishi e curcuma abbassano il cortisolo

Stress: Reishi e curcuma abbassano il cortisolo

86
0

Come combattere o stress. ll Reishi migliora la funzionalità surrenalica nelle situazioni di affaticamento surrenale ascrivibili a una costante attivazione dell’asse dello stress ipotalamo-ipofisi-surreni.Gli steroli in esso contenuti e i triterpeni, con struttura molto simile agli ormoni steroidei, fungono da precursori ormonali.

PERMETTERE ALLE SURRENALI DI PRODURRE CORTISOLO IN DOSI ADEGUATE È UNA STRATEGIA MOLTO INFLUENTE PER MODULARE L’INFIAMMAZIONE E SOSTENERE L’AFFATICAMENTO SURRENALICO, PREVENENDO SITUAZIONI DI ESAURIMENTO.

Reishi cos’è e benefici

Il Reishi aumenta la capacità di gestire lo stress modulando l’asse succitato e affinando la comunicazione fra queste ghiandole.Si tratta di un rimedio particolarmente utile in questo contesto che ci metterebbe altrimenti, oltre tutto, in una condizione di stress cronico e predispone al burn out. (Esaurimento).Lo stress infatti riduce la capacità immunitaria e l’equilibrio neurologico, predisponendoci a molte malattie.Il Ginseng, che va comunque usato con le cautele e le conoscenze del caso, è un potentissimo adattogeno ad azione molto veloce. Sostiene,modulandola, l’attività surrenalica e diminuisce la concentrazione di glucosio nel sangue, quello che viene reso disponibile dalla liberazione di cortisolo e che poi innesca la produzione di insulina. Inoltre contiene dei polisaccaridi che sono in grado di contrastare la produzione di glucosio a livello epatico, dunque di inibire uno dei meccanismi endogeni che porta nel tempo alla formazione di acido urico.

Si consiglia un’unica assunzione mattutina di circa 200 mg al giorno come estratto secco, che corrisponde a un massimo di due grammi di radice essiccata.Ce ne sono molti altri di rimedi utili, ma è importante sapere che migliorando la risposta allo stress si evita la liberazione degli zuccheri da parte del cortisolo e anche la produzione di sostanze infiammatorie che agiscono negativamente sul metabolismo cellulare e su tutto l’organismo, peggiorando qualsiasi quadro patologico già in essere.

Non trascuriamo anche il fatto che il cortisolo alza anche la pressione, cioè può nel lungo periodo alterare il funzionamento renale, peggiorando l’efficienza delle arteriole e compromettendo la capacità delle arteriole di far funzionare i reni come filtro nel modo migliore. Riducendolo ci assicuriamo il minimo danno da parte dell’acido urico e il massimo beneficio nella salvaguardia della funzionalità renale, ossia dell’organo che deve espellerlo con grande efficacia.Abbiamo già detto che l’iperuricemia ha un filo diretto con l’iperglicemia, ecco perché quando la concentrazione di zuccheri tende a rimanere alta nel sangue si assiste contestualmente anche a un innalzamento del valore di acido urico, che è, lo ricordiamo, uno dei fattori predittivi del rischio di diabete.

Ci son molti integratori mirati a riequilibrare l’impatto di un eccesso di zucchero nel sangue, ma è soltanto un sostanziale cambio del regime di vita che aiuta davvero a diminuire i rischi di un comportamento alimentare sbagliato o non idoneo per noi e le nostre capienze glicemiche (non siamo tutti uguali nemmeno fisiologicamente!).

Se lo zucchero rimane costantemente alto nel sangue, è facile che si instauri una resistenza insulinica, tutti fenomeni silenti dal punto di vista sintomatico (a volte i sintomi ci sono, ma non siamo in grado di identificarli, di scinderli da altre problematiche oppure semplicemente li imputiamo ad altro), che a volte anche degli esami (ad esempio glicemia perfetta e insulina perfetta, parliamo delle basali, che a fronte di assunzione di cibo potrebbero invece comportarsi molto diversamente -si vede nelle curve da carico SE il medico le sa interpretare perchè un carico di glucosio in chi mangia correttamente senza eccesso di glucidi può dare risposte apparentemente esagerate).In questo caso è assolutamente necessario rivolgersi a un professionista capace di aiutarci a risensibilizzare le cellule all’azione dell’insulina e riportare le glicemie alla normalità: il rischio che corriamo altrimenti è molto importante.

Curcuma antinfiammatorio

Tornando a noi, un’altra sostanza da integrare sicuramente utile per la sua azione ipoglicemizzante è la curcuma, che oltretutto agisce su altri fronti contro l’acido urico: sostiene l’azione renale e migliora quella del fegato. Ha inoltre un’azione antinfiammatoria che limita i fenomeni di turnover cellulare che portano a una produzione enorme di purine endogene. Cercate integratori biodisponibili e di qualità, meglio senza piperina (inibisce la glucuronazione epatica, un’importante fase di detossificazione che è meglio non sopprimere).La vitamina B1, nel dosaggio di 300 mg die, in aggiunta alle altre vitamine del gruppo B, neutralizza i residui metabolici degli zuccheri, tossine che creano danni tissutali a più livelli. Tra queste anche l’acido urico. Vi rammento però che le vitamine del gruppo B lavorano in sinergia perfetta se ci sono dosaggi minimi adeguati di tutte le vitamine della famiglia e nella forma più biodisponibile (domandate al vostro terapeuta di riferimento).

Scritto da Monique Bert

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here