Carbossiterapia: cos’è e come funziona

Con il termine carbossiterapia si fa riferimento ad una tecnica molto diffusa in medicina. Essa si basa sulla somministrazione di anidride carbonica allo stato gassoso per via sottocutanea

Attraverso la carbossiterapia, è possibile trattare e allo stesso alleviare una serie di patologie ed inestetismi. 

Ma prima di soffermarci sulla questione, scopriamo qualcosa in più sulla storia della carbossiterapia.

Origini carbossiterapia

Molti di voi penseranno che sia una tecnica inventata nel corso degli ultimi anni. 

In realtà le cose non stanno affatto così: la carbossiterapia è stata impiegata per la prima volta negli anni ’30 in Francia e più precisamente presso la stazione termale di Royat. Qui, il suo utilizzo era mirato a contrastare una serie di disturbi vascolari, molto frequenti nelle persone anziane.

Nel giro di pochissimo tempo, è stata constatata l’efficacia dell’anidride carbonica. Di conseguenza, sempre più pazienti hanno deciso di farsi curare in questo centro termale.

Visto il successo raggiunto, il Ministero della Sanità locale ha approvato questa metodologia tanto da farla espandere in altri Paesi. All’epoca però, non si parlava di carbossiterapia: fu l’italiano Luigi Parassoni ad introdurre questo termine, durante un congresso di medicina estetica.

Al giorno d’oggi tale pratica è famosa in quasi tutto il mondo: non solo in Italia ma anche in America e in Oriente. Per quanto riguarda il nostro Paese invece, momentaneamente esiste un solo centro specializzato, con sede a Milano, attivo da più di 25 anni. 

Quando si utilizza

A questo punto ci si chiede: per quali patologie si utilizza la carbossiterapia?

Possiamo dire che diversi settori risultano essere coinvolti in tale pratica e tra i più noti troviamo:

  • Medicina estetica (in particolar modo quella legata ai trattamenti anti-age) 
  • Ginecologia
  • Medicina vascolare
  • Insufficienze venose
  • Disturbi della microcircolazione
  • Ulcere delle gambe
  • Fenomeno di Raynaud

In particolar modo, la carbossiterapia opera nel settore della dermatologia, andando così a curare o alleviare:

  • Smagliature e cellulite
  • Cicatrici (anche ipertrofiche) 
  • Alopecia
  • Psoriasi
  • Adiposità di vario tipo

Carbossiterapia come funziona

Come vi abbiamo accennato in precedenza, la somministrazione di anidride carbonica avviene per via sottocutanea. In questo modo, si va ad aumentare il flusso ematico locale, generando una serie di fattori, tra cui:

Aumento della sfigmicità articolare e metarteriolare. Ciò significa che le pareti elastiche tendono a dilatarsi e a ritrarsi con più facilità, incrementando la spinta del flusso sanguigno. 

Rilassamento delle cellule. Andando nello specifico, le cellule coinvolte sono quelle lisce e che sono situate nei pressi degli sfinteri capillari. 

Miglioramento della lipasi infradipocitaria. Andando a stimolare l’attività di questo enzima, si andrà ad idrolizzare i trigliceridi, regolando così i livelli di tessuto adiposo.

Concentrazione di ossigeno. Questa tecnica si perfeziona: in questo modo, anche il semplice rilascio (dato dall’emoglobina) risulta più semplice. Pertanto, si garantiscono i processi catabolici legati all’ossidazione degli acidi grassi.

In termini meno tecnici, la carbossiterapia si esegue attraverso l’utilizzo di aghi molto sottili (che dovranno essere sterile e monouso) collegati con dei tubi ad un erogatore di gas in cui è presente l’anidride carbonica. Tale procedura sarà monitorata da un medico esperto, il quale saprà calcolare al meglio le quantità da iniettare. 

Durata e dolore

In termini di durata, la carbossiterapia va dai 20 ai 30 minuti, a seconda del caso specifico.Tra l’altro, non è detto che la seduta debba essere soltanto una. Nella maggior parte dei casi, ci si sottopone a più iniezioni (anche una ventina). Anche qui, il tutto dipende dalla patologia che si ha intenzione di trattare.

Infine, a livello di dolore, possiamo affermare che la carbossiterapia non sia affatto un metodo invasivo. Tuttavia, ai pazienti più sensibili, si applica un anestetico locale (ossia situato nella zona da trattare). 

Benefici

Cosa accade al corpo di una persona che ha deciso di sottoporsi ad un trattamento di carbossiterapia?

Già dall’esperimento risalente agli anni ’30, è stato appurato che ci sono numerosi benefici per l’organismo, come ad esempio:

  • Il ringiovanimento, dato da una maggiore produzione di collagene e dalla stimolazione del tessuto connettivo
  • La riduzione degli accumuli di adipe, andando così a riattivare il metabolismo
  • La vasodilatazione, che consente una maggiore ossigenazione delle cellule e l’aumento della microcircolazione.

E tanto altro ancora… 

Quasi tutti coloro che scelgono la carbossiterapia come trattamento estetico, si reputano pienamente soddisfatti dei risultati ottenuti.

Carbossiterapia effetti collaterali

Generalmente il trattamento a base di anidride carbonica sterile è abbastanza sicuro, se applicato secondo il giusto dosaggio.

Pertanto, gli effetti collaterali potrebbero manifestarsi nel caso in cui non si dovesse fare affidamento ad una figura medica competente ed esperta nel settore. In alternativa, potrebbe succedere che il paziente accusi qualche strano sintomo, del tutto normale, tra cui:

  • Indolenzimento cutaneo
  • Fastidio o dolore durante il trattamento
  • Comparsa di piccoli lividi nell’area interessata
  • Prurito o lieve bruciore

Se dovesse comparire uno degli effetti collaterali sopra citati, non bisogna affatto preoccuparsi. L’unico allarmismo va fatto nel momento in cui ci si accorge di percepire forti malesseri nei giorni successivi, dovuti forse ad un eccessivo dosaggio.

Perciò, mai rivolgersi a delle figure inesperte solo per il gusto di risparmiare un po’ di soldi. È preferibile spendere qualcosa in più ma godere di un trattamento dignitoso e soddisfacente. 

Carbossiterapia controindicazioni

Per concludere questo articolo dedicato alla carbossiterapia, ci teniamo a precisare che pur trattandosi di una tecnica abbastanza sicura, non è detto che sia adatta ad ogni persona. Prima di intraprendere il ciclo delle sedute, è bene effettuare una serie di esami clinici, i quali andranno a constatare l’idoneità del paziente. 

Di conseguenza, la carbossiterapia si sconsiglia altamente a tutti coloro che soffrono di:

  • Diabete
  • Insufficienza respiratoria 
  • Problemi al fegato
  • Insufficienza renale
  • Anemia 
  • Problemi cardiocircolatori

Inoltre, risulta controindicato a tutte le donne in stato di gravidanza ed ovviamente ai bambini. Pertanto, ogni singolo caso dovrà essere analizzato in precedenza. 

Il paziente, prima di effettuare un ciclo di carbossiterapia sarà tenuto a presentarsi con tutti i documenti necessari e una cartella clinica, in cui è specificato il suo stato di salute. 

Anche se stiamo parlando di un trattamento del tutto tranquillo, non va affatto sottovalutato. Effettuate tutte le dovute visite in precedenza, in modo da stare tranquilli e sapere perfettamente a cosa andate incontro. 

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.