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Creme solari, attenzione alle sostanze cancerogene

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L’estate si avvicina e molte di noi stanno cominciando a pensare anche alle creme solari da utilizzare per avere un’abbronzatura ideale , ma dobbiamo fare attenzione alle sostanze calcerogene .

Esistono infatti alcune sostanze contenute nelle creme che sono anche potenzialmente pericolose, perché cancerogene. In particolare si tratta di ossobenzone, ecamsule, avobenzone e octocrilene come ha dimostrato un recente studio della Food and Drug Administration, l’Ente nazionale che controlla tutti i prodotti farmaceutici inclusi quelli di bellezza.

Protezioni solari e sostanze a rischio

L’ultimo studio della FDA ha dimostrato infatti come le sostanze contenute nelle creme solari nelle 24 ore successive entrano in contatto con il sangue e il risultato non è sempre piacevole per la nostra salute. In teoria quasi tutti i componenti dei solari presentano dei fattori di rischio, ma questi quattro sono in cima alla lista: è stato dimostrato infatti che permangono a lungo nella pelle e successivamente nel corpo con effetti che alla lunga vanno ad incidere sull’aumento delle possibilità di ammalarsi di cancro.
Il più dannoso è l’ossibenzone, sostanza che serve per assorbire i raggi UVA e UVB, ma nel sangue può arrivare a concentrazioni pari a quasi 210 nanogrammi per millilitro mentre per non essere dannoso il limite è di 0,5 nanogrammi per millilitro. Lo studio in questione infatti ha preso in esame 24 volontari dividendoli in quattro gruppi da sei persone. Tutti hanno dovuto spalmare la crema quattro volte al giorno per quattro giorni su almeno tre quarti del loro corpo e per una settimana sono stati prelevati in tutto 30 diversi campioni di sangue da ogni soggetto.

Migliori creme solari


I risultati di laboratorio hanno evidenziato che l’ossibenzone (dannoso anche in gravidanza per il feto) ha fatto segnare concentrazioni di 209,6 nanogrammi per millilitro, mentre i livelli di octrocrilene che può portare problemi polmonari, alla pelle e agli occhi erano pari a 4,3, quello di avobenzone potenzialmente cancerogeni sono pari a 4,3 e infine quelli dell’ecamsule che provoca ‘solo’ rossori, acne e secchezza cutanea hanno raggiunto 1,5 ng/ml.
Alla fine dello studio i ricercatori hanno raccomandato che non è in discussione l’utilizzo delle protezioni solari, perché quelle producono effetti positivi sulla pelle. Bisogna però prestare attenzione alla scelta del prodotto, perché quello fa la differenza. Come spiega la FDA nella sua relazione finale su questa ricerca, “è fondamentale assicurarsi che i filtri solari siano sicuri ed efficaci per l’uso quotidiano e per tutta la vita”.

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