Dieta drastica, ecco i rischi per la salute

Alzi la mano chi non ha mai fatto una dieta, anche per poco tempo, o pensa di non dover buttar giù qualche chiletto. Se non si è soddisfatti del proprio peso l’unica cosa da fare è iniziare un regime alimentare. Il web e le riviste femminile pullulano di diete disparate, da quelle a base di sola frutta, quelle iperproteiche o che escludono totalmente i grassi fino ad arrivare al più drastico digiuno.

Diete che promettono di far perdere un paio di taglie in poche settimane ma che alla fine lasciano solo insoddisfatti e affamati! Cosa fare allora? E’ quasi scontato dire che l’unica cosa saggia da fare è rivolgersi ad uno specialista che in base alle nostre abitudini e alle nostre caratteristiche psicofisiche potrà suggerirci una dieta su misura e soprattutto equilibrata.  Purtroppo sempre più persone si lasciano abbagliare dalla speranza di un risultato rapido e poco faticoso da raggiungere, ignorando i rischi che si corrono con un’alimentazione inadeguata.

La soluzione ideale è quella di unire ad un’alimentazione sana un pò di attività fisica. Mangiando poco e non praticando sport si dimagrisce ma si perde anche forza: la dieta consuma i muscoli, che non ricevono stimoli anabolici dall’allenamento, il metabolismo si abbassa ed è sempre più difficile mantenere il peso forma.

Tra le diete più in voga negli ultimi anni vi è quella iperproteica. Come suggerisce la parola stessa questi regimi alimentari prevedono un basso o addirittura nullo apporto di carboidrati. Esse fanno effettivamente perdere peso ma cioè che diminuisce non è la “massa grassa”, ovvero i depositi di “ciccia”, ma l’acqua e la massa muscolare. In questi casi infatti l’organismo non è in grado di utilizzare, e quindi non consuma, i grassi che ha depositato come riserva energetica nel tessuto adiposo, e tantomeno gli zuccheri (Glicogeno) di deposito.

Ciò che viene intaccato sono le proteine introdotte con gli alimenti e parte delle proteine che costituiscono il muscolo. Il risultato di questo intricato processo è il mantenimento dell’adipe, cioè del grasso sottocutaneo , e la perdita della massa muscolare.

Queste trasformazioni metaboliche producono inoltre molti “scarti” (Acido Urico ed altri Acidi fissi), che vengono eliminati insieme a calcio ed elevate quantità di acqua attraverso le urine, rendendo così più alto il rischio di osteoporosi. Per non parlare dei danni renali! L’organismo, costretto a eliminare questo materiale in eccesso mette in attivo una parte di rene che solitamente viene “risvegliata” solo in situazioni critiche causando nel tempo danni ai reni irreversibili. Inoltre queste diete prevedono proteine solitamente di origine animale e quindi particolarmente ricche di grassi saturi e colesterolo che possono causare problemi all’apparato cardiocircolatorio e aumentare il rischio di alcuni tumori.

Al tempo stesso anche l’eliminazione totale dei grassi non è per nulla salutare. I grassi vanno distinti tra buoni e cattivi e sono essenziali in una dieta equilibrata.

La carenza di acidi grassi omega 3, per esempio, può comportare problemi infiammatori e disturbi della pressione sanguigna. Una dieta povera di grassi può risultare anche carente in vitamine liposolubili come la A e la E, importantissimi antiossidanti. La scelta migliore è favorire gli acidi grassi contenuti nel pesce e nella frutta secca e limitando l’apporto dei grassi saturi. Iniziare una dieta senza grassi equivale ad incappare in un senso di stanchezza cronica.

I più coraggiosi che, per motivi religiosi o ideologici, optano per il più drastico digiuno incorrono in rischi ben più seri, come l’infertilità e la depressione. Il digiuno fa cadere i livelli di leptina, la molecola che influenza la risposta ipotalamica verso l’accumulo o il consumo. In pratica l’organismo capisce che poiché l’apporto energetico è ridotto, deve bruciare meno. Questo, oltre ad avere come estrema conseguenza la soppressione della fertilità, può causare anche ridotta funzionalità tiroidea. I cambiamenti causati da questa fame severa inducono ad un incremento nella secrezione di cortisolo, fatto correlato a inibizione del sistema immunitario e, qualora venga prolungato, può portare alla depressione.

I rischi più evidenti di una dieta improvvisata sono anemia da carenza di ferro (se non si mangia carne), alterazioni della funzione tiroidea (se non si mangia pesce ricco di Iodio) con possibilità paradossa di aumento ponderale da ipotiroidismo, alterazioni del ciclo mestruale, alterazioni della funzionalità renale. Dal punto di vista estetico la carenza di proteine determina un rilassamento sia del turgore del seno, costituito in buona parte di grasso, che dei tessuti di sostegno; i capelli perdono vitalità, la pelle non più sostenuta dalla sua componente proteica si “smaglia” e compaiono rughe e smagliature.

Per perdere peso bisogna cambiare non solo le proprie abitudini alimentari ma il proprio stile di vita. Rivolgetevi sempre ad uno specialista, l’unico che può assicurarvi un risultato duraturo e soprattutto sano.

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