Osteopata: cosa fa e quando andarci

La società in cui viviamo ci porta a sostenere ritmi frenetici che, a lungo andare, creano squilibrio psico-fisico al nostro organismo e, in questo ambito, un osteopata svolge un ruolo importante sia per prevenire sia per curare le conseguenze del forte stress cui siamo soggetti tutti.

Non si tratta di stress passeggero ma cronico che, col passare del tempo, si traduce in squilibrio fisiologico ed alterazione graduale di certi processi metabolici (cambiamenti di umore, indebolimento delle difese immunitarie), produzione di ormoni dello stress come l’adrenalina ed il cortisolo con conseguenze quali i disturbi del sonno o la perdita di peso ed altri disturbi che interessano tessuti ed organi.

 

Osteopata: in che modo interviene

L’obiettivo dell’osteopata è recuperare l’equilibrio fisiologico andando a ripristinare la corretta funzionalità delle strutture colpite.

In che modo interviene?

Il trattamento osteopatico consiste in una serie di tecniche manuali e manipolazioni mirate a riequilibrare tessuti (articolazioni, muscoli, fasce) ed organi (intestino, fegato, stomaco) la cui efficienza e capacità di reagire agli stimoli si è indebolita.

L’osteopata interviene per ristabilire la fisiologia corretta dei centri neurologici, linfatici e vascolari perché è di questo che si occupa, dei disturbi che interessano l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, cranio-sacrale e viscerale.

Innanzitutto, si occuperà di eliminare il dolore della parte interessata che ritroverà, in tal modo, il corretto funzionamento, dopodiché lavorerà sul corretto schema posturale per insegnare al paziente a mantenere nel tempo il perfetto equilibrio fisiologico.

 

Quando andare dall’osteopata

Si consiglia di rivolgersi all’osteopata tanto per prevenire quanto per curare disturbi già in essere.

I disturbi su cui intervenire sono talmente vasti che il ruolo dell’osteopata potrebbe interessare un po’ tutti noi:

  • Disturbi dalla nascita nel neonato (parto prematuro, cesareo, ventosa);
  • Traumi (distorsioni, colpi di frusta, blocchi articolari, ernie, tendinopatie, torcicollo);
  • Problemi degenerativi (artrosi, osteoporosi);
  • Interventi chirurgici (dolori alle articolazioni post-chirurgici, aderenze cicatriziali);
  • Problemi congeniti o acquisiti (cefalee, scoliosi, alluce valgo, colon irritabile, gastrite);
  • Eventi associati alla sfera emozionale (lutto, depressione, ansia).

L’osteopata interviene su vari fronti: problemi di natura meccanica (artrosi, ernie), viscerale (gastrite, colon irritabile) e di tipo somato-emozionale.

I suoi trattamenti mirati non prevedono l’assunzione di farmaci o il ricorso alla chirurgia ma esclusivamente manipolazioni e manovre specifiche.

Diversamente dalla medicina tradizionale che tende ad eliminare il sintomi, l’osteopatia attraverso il sintomo mira a risolvere la causa del disturbo.

 

Osteopatia: curiosità

L’osteopatia crede fortemente nella correlazione tra corpo, mente e spirito sia in condizioni di salute che in quelle di malattia e nella capacità intrinseca del corpo di auto-curarsi, auto-regolarsi, crede nell’autoguarigione: l’osteopata non ha il compito di guarire ma di stimolare la capacità innata del corpo di auto-curarsi.

Nel 2002, l’osteopatia è stata riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come partecipazione al mantenimento della salute, quale medicina non convenzionale.

Il padre dell’osteopatia è A.T. Still che, nella sua autobiografia del 1897, spiega l’origine del nome: “Ho pensato che l’osso, osteon, fosse il punto da cui dovevo partire per accertare la causa delle condizioni patologiche e così ho messo insieme ‘osteon’ con patia” ottenendo osteopatia.

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