Rizoartrosi : cos’è e quando operarsi

La rizoartrosi è una patologia degenerativa che interessa la base del pollice e solitamente ha una maggiore incidenza tra le donne sopra i quarant’anni.

Ci sono dei sintomi che possono far pensare all’insorgere della rizoartrosi, come ad esempio dolore diffuso che parte dalla base del pollice.

Quando si fanno dei movimenti di presa o quelli comuni, come ad esempio l’apertura di un barattolo, si sente dolore.

Si tratta di un dolore persistente e fastidioso; per questo motivo consigliamo di sentire il parere di uno specialista.

Può far male anche aprire la portiera della macchina oppure stringere una maniglia, a causa dello sfregamento delle ossa interessate.

Cartillagine consumata

Questo perchè la cartilagine si è consumata a tal punto da far sfregare direttamente le ossa; le ossa possono anche irritare i tessuti.

Per fare una corretta diagnosi vi consigliamo di fare una radiografia della mano, che si rende necessaria per chiarire lo stadio di rizoartrosi.

Si possono effettuare diversi trattamenti, come ad esempio diminuire inizialmente il dolore.

Il passo successivo prevede una riabilitazione, utilizzando dei tutori che aiutino il paziente da tutti i punti di vista.

Ci sono dei tutori che si indossano durante il giorno, per svolgere le comuni attività quotidiane.

Ci sono poi dei tutori notturni che si possono indossare per stare bene durante la notte e la fase di riposo.

Rizoartrosi intervento

Nel caso in cui non si risolva la situazione e permanga il dolore, consigliamo di rivolgersi a uno specialista per programmare un eventuale intervento chirurgico.

L’operazione si può fare in artroscopia oppure con anestesia totale del braccio, che prevede un intervento a cielo aperto.

Successivamente il pollice viene immobilizzato per due settimane e prevede una riabilitazione di circa tre settimane.

Si prevede anche un’eventuale fisioterapia che può durare circa tre mesi e ve fatta con impegno e costanza, se si vuole ottenere un risultato duraturo.

L’intervento viene in ogni caso deciso dallo specialista chirurgo dopo una visita approfondita.

Inoltre ci sono diversi tipi di operazione a seconda dello stadio dell’artrosi; ci sono diverse opzioni che si possono percorrere.

Trapeziectomia e artroplastica di sospensione è un tipo di intervento che prevede l’asportazione del trapezio.

Successivamente si immobilizza la parte interessata per tre settimane e si fa della fisioterapia.

Anche in questo caso sono previsti almeno tre mesi di fisioterapia; un altro tipo di intervento prevede il riposizionamento attraverso delle protesi.

Rizoartrosi pollice esercizi

Per recuperare dalla rizoartrosi si deve seguire un periodo riabilitazione che può durare fino a tre mesi dall’intervento.

In questa fare tutti gli esercizi da fare vi saranno indicati dal personale esperto nel settore, fino a quando non riuscirete a farli anche da soli.

Per aiutarvi in questa fase vi consigliamo di applicare del ghiaccio che allevia l’infiammazione.

Si applicano dei cubetti direttamente sulla parte interessata, per dare una sensazione di sollievo immediato.

Si può usare anche la borsa del ghiaccio, che vi consente una maggiore comodità nel trattamento post-operatorio.

Potete applicarlo per 4 volte al giorno, per un quarto d’ora circa; evitate di tenerlo per troppo tempo.

Ci sono degli esercizi da fare in fase di fisioterapia, che si occupa di contrastare e far regredire il processo d’infiammazione.

Abbiamo anche la laserterapia che comprende il trattamento superpulsato freddo; allevia il dolore anche per l’azione sui legamenti e i tendini.

Ogni laserterapia ha una durata di circa 20 minuti, anche se dipende sempre dal tipo di laser che andiamo ad utilizzare.

Quelli più efficaci sono quelli che arrivano più a fondo, perchè hanno una maggiore forza di erogazione.

Ci sono anche gli ultrasuoni, che rappresentano un importante aiuto insieme al laser; si possono usare sull’intera area interessata.

Si possono fare delle applicazioni che durano fino a un quarto d’ora; si usa un gel ecografico oppure una crema specifica per questo tipo di trattamento.

Anche l’ipertermia rappresenta una strada percorribile, anche se non tutte le strutture ne sono dotate.

Sintomi

Si applica un bolo di acqua lungo l’articolazione, che rende più semplice la penetrazione del calore con i macchinari preposti.

Un’altra terapia molto comune è la tecarterapia, anche se è meno precisa ma più diffusa rispetto alla precedente.

Ancora abbiamo il kinesio taping, un cerotto applicato per risolvere l’edema che si forma a volte, quando si soffre di rizoartrosi.

Rispetto ad oggi, prima di utilizzavano anche le infiltrazioni di cortisone nell’articolazione, anche se oggi è appunto sconsigliata come pratica.

Potrebbe erodere ulteriormente l’articolazione e può portare a necrosi della cute, provocando anche dei problemi maggiori.

Pomata per rizoartrosi

Molti medici prescrivono un’apposita pomata per diminuire il dolore e facilitare le funzioni.

La pomata può essere accoppiata ad altri farmaci, che servono per alleviare il dolore, specialmente in questi pazienti che hanno l’artrosi.

In base all’intensità del dolore e tenendo conto degli effetti collaterali dei farmaci e della pomata, si decidono i modi e i tempi di somministrazione.

Abbiamo quindi le pomate topiche e spray, che danno un sollievo immediato e si possono applicare direttamente sulla pelle.

Sono utili in caso di dolore diffuso e consentono un sollievo nell’attesa tra un trattamento e l’altro.

La crema si deve applicare almeno 3 volte al giorno, all’inizio per 5 giorni; poi si interromper per un giorno prima di ricominciare.

Successivamente si applica un giorno si e un giorno no; solitamente la rizoartrosi è associata anche dall’artrosi generalizzata.

Quando si sentono i primi dolori è bene non trascurare la situazione e non sottovalutare i sintomi.

Rizoartrosi e sole

gli esperti parlano in questi termini: “Un sano bagno in mare, infatti, aiuta a drenare i liquidi del corpo e perciò anche quelli che tendono ad accumularsi nei tessuti delle articolazioni”.

Cosi spiega Marco Lanzetta, chirurgo e direttore dell’Istituto italiano di Chirurgia della mano di Monza, precisando:

Senza poi contare che le repentine differenze di temperatura, tra caldo ambientale e acqua fredda, causano vasodilatazioni e vasocostrizioni, una ginnastica che contribuisce a contrastare gli edemi”.

Concludendo: “Il sole? Meglio non abusarne: un’esposizione eccessiva ai raggi solari aggrava l’infiammazione articolare. Il consiglio, in questo periodo, è anche quello di ricorrere ai soggiorni termali, per sottoporsi a trattamenti in acqua calda o fanghi (nelle fasi in cui l’artrosi è “spenta”) o a qualche massaggio tradizionale”.

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